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Minorca

4 luglio 2011 • Viaggi

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Minorca (in castigliano e catalano Menorca) è un’isola della Spagna con superficie di 689 km² ed una popolazione di 86.697 abitanti. Si tratta della seconda isola per estensione dell’arcipelago delle Baleari, situata nel Mar Mediterraneo ad est di Maiorca, ha una lunghezza di circa 48 km ed una larghezza massima di 16 km.
L’isola è stata dichiarata dall’UNESCO riserva della biosfera.

Economia
La principale risorsa è il turismo, che si è sviluppato grazie alla presenza di bellissime spiagge tra le quali Mitjana, Macarella, Macarelleta, Es Grau, Son Bou ecc. Molto conosciuto è anche l’artigianato, soprattutto per la bigiotteria e la costruzione di scarpe, molto conosciute sono le avarcas dette anche menorchine. L’agricoltura oggigiorno non è molto sviluppata anche se c’è da ricordare l’allevamento di mucche, dal loro latte si ricava il famoso formaggio di Mahon (Queso di Mahon).

Località
Il capoluogo, Mahón (in catalano Maó), sorge al termine di una lunga insenatura, conta circa 40.000 abitanti risultando il principale centro abitato, possiede inoltre un porto dove attraccano i traghetti per Barcellona, Palma di Mallorca e Valencia ed un nuovo aeroporto che sorge a sud-ovest della città. La baia del porto di Mahon è per lunghezza la 2a in assoluto dopo Pearl Harbour alle Hawaii.
Altre città partendo da Sud-Est verso Ovest sono: Sant Lluis con l’antico villaggio di pescatori di Binibeca, Es Castell con il tipico porticciolo da vedere le sere d’estate, Alaior con la famosa spiaggia bianca di Son Bou, Es Mercadal. Questa località è usata come base per la visita a Fornells e alle stupende spiagge del nord come: Cala Pregonda e Cala Cavalleria famose per la sabbia rossa. Più avanti c’è Ferreries da dove si va alle cale del sud rinomate. Sempre verso ovest si incontra Ciutadella, il secondo centro dell’isola. Porto importante, con traghetto rapido anche per Palma de Mallorca. Accesso alle spiagge più famose: a nord Cala Algariens e Cala Morell e a sud cala Macarella, cala Macarelleta, Turqueta, platja Son Saura con sabbia bianca finissima.

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Storia
L’epoca romana e pre-romana
Alcuni anni prima del 252 a.C. Minorca venne invasa dai cartaginesi divenendo così una colonia punica[1]. Dopo la fine delle guerre puniche la pirateria nel Mediterraneo occidentale subì un incremento grazie alla posizione strategica delle isole Baleari, fra la penisola iberica, appena conquistata dai romani, e quella italiana. Le reazione romana non si fece attendere e nel 123 a.C. le isole Baleari furono occupate dai romani agli ordini del console Quinto Cecilio Metello. Due anni dopo venivano incorporate nella Hispania Citerior. Nel 13 a.C. Cesare Augusto riorganizzò il sistema delle province romane e le Baleari divennero parte della provincia imperiale tarasconese.

Dai Vandali ai musulmani
Nel V secolo Minorca fu conquistata, con le altre isole, dai Vandali ma il dominio di questi durò fino alla conquista dei loro centri principali da parte dei bizantini. Verso l’anno 859 Minorca subì un attacco normanno che fu fonte di numerose distruzioni.
Successivamente, con la conquista della Spagna peninsulare da parte degli arabi, Minorca fu assegnata al Califfato di Cordoba (903) ed il suo nome fu arabizzato in Manûrqa.
L’isola riprese la sua antica vocazione di rifugio per la pirateria, ora musulmana, cosicché nel 1137 una flotta genovese di 22 galere, sei navi e legni minori, agli ordini dei Oberto Della Torre e del console Caffaro compì a Minorca una spedizione punitiva, nota poi come impresa di Almeria, coronata da successo. Nel 1146 una seconda spedizione genovese, disposta sempre dal console Caffaro, e composta da 28 galere ed altre navi sussidiarie, sbarcò nell’isola fanti e cavalieri che sottoposero a saccheggio per quattro giorni i villaggi musulmani. Il tentativo di questi ultimi, usciti con la loro fanteria ed uno squadrone di cavalieri dal porto di Maó, di attaccare alle spalle le forze genovesi attendate sulle rive nella zona di Fornello di fronte alla quale erano ormeggiate le navi, non ebbe successo ed anche la capitale fu espugnata dai genovesi.

Il periodo aragonese
Nel 1231, dopo la riconquista di Maiorca da parte delle forze cristiane, Minorca divenne uno stato islamico indipendente, sebbene tributario del re cristiano Giacomo I di Aragona. Il 17 gennaio 1287 gli aragonesi di Alfonso III invasero l’isola [2] e gran parte degli abitanti mussulmani furono ridotti in schiavitù e venduti sui mercati di schiavi di Ibiza, Valencia e Barcellona. Fino al 1344 l’isola fece parte del Regno di Maiorca, uno stato vassallo di quello aragonese, che fu successivamente annesso all’impero aragonese e poi al regno unificato di Spagna.
Nel 1535 l’isola subì l’incursione del pirata Barbarossa e nel 1558 l’attacco del turco Mustafá Pialí distrusse la città di Maó e la capitale Ciudadella.

L’occupazione inglese
Nel 1708, durante la Guerra di successione spagnola, Minorca fu conquistata dalla flotta inglese ed il dominio britannico fu confermato, insieme a quello sulla rocca di Gibilterra, con il Trattato di Utrecht del 1713 che pose fine alla guerra di successione spagnola. Minorca divenne governatorato britannico sotto sir Richard Kane[3]e, dopo la guerra anglo-spagnola 1727 – 1729, la sua appartenenza alla Gran Bretagna venne confermata dal trattato di Siviglia (9 novembre 1729).
Nel corso della Guerra dei sette anni Minorca fu posta sotto assedio francese e lo squadrone navale inglese, agli ordini dell’ammiraglio John Byng, I conte di Strafford (1704 – 1757) non riuscì ad aver ragione degli avversari. [4] la guarnigione inglese, che John Byng non seppe evacuare, capitolò il 29 giugno 1756.
A seguito del Trattato di Parigi del 1763 la sovranità inglese fu riconosciuta e l’isola tornò sotto il controllo della corona britannica. Durante la rivoluzione americana, le forze franco-spagnole invasero nuovamente Minorca (1781) e, dopo un lungo assedio del Castello di San Filippo, la occuparono totalmente il 5 febbraio 1782. Nel corso della Rivoluzione francese le forze britanniche recuperarono ancora la sovranità dell’isola nel 1798.

Il ritorno alla Spagna
Con il Trattato di Amiens, stipulato nel 1802 fra la Gran Bretagna e la Francia napoleonica, Minorca fu assegnata definitivamente alla Spagna.

Guerra civile
Durante la guerra civile Minorca rimase fino alla fine del conflitto in mani repubblicane, mentre tutte le restanti Baleari erano, fin dagli inizi, in mano ai nazionalisti.

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